Il nostro pianeta √® il pericolo…

Nel corso degli ultimi cinquant’anni il ruolo e l‚Äôimportanza della plastica nella nostra economia sono cresciuti in modo costante. La produzione mondiale di plastica √® aumentata di venti volte rispetto agli anni sessanta del secolo scorso, raggiungendo 322 milioni di tonnellate nel 2015, e nel prossimo vent’Ennio dovrebbe raddoppiare.
Il potenziale di riciclaggio dei rifiuti di plastica è ancora in larga misura non sfruttato. Il riutilizzo e il riciclaggio della plastica a fine vita sono molto bassi, soprattutto rispetto ad altri materiali come la carta, il vetro e il metallo.
Secondo le stime, la produzione di plastica e l‚Äôincenerimento dei rifiuti plastici generano complessivamente circa 400 milioni di tonnellate di CO2 l‚Äôanno. Il maggiore ricorso alla plastica riciclata pu√≤ ridurre la dipendenza dall’estrazione di combustibili fossili per la produzione di materiali plastici e contenere le emissioni di CO2. Secondo le stime, riciclando i rifiuti di plastica di tutto il mondo si potrebbe conseguire un risparmio energetico annuale pari a 3,5¬†miliardi di barili di petrolio.

Gli impatti ambientali delle bottiglie di plastica.

Secondo il rapporto di¬†Seas¬†at¬†risk¬†‚ÄúSingle-use¬†plastics¬†and¬†the¬†marine¬†environment‚ÄĚ, in Europa (EU28) si consumano annualmente¬†46¬†miliardi di bottiglie in plastica.
In Italia, in base alle risposte inviate dalle Regioni, il 90-95% delle acque in bottiglia viene imbottigliato in contenitori di plastica e il 5-10% in recipienti in vetro. Stando alle produzioni delle acque in bottiglia degli ultimi anni (12-14 miliardi di litri), nel nostro Paese ogni anno vengono utilizzate tra i¬†7,2¬†e gli¬†8,4 miliardi¬†di bottiglie di plastica. Considerando che pi√Ļ del 90% delle plastiche prodotte derivano da materie prime fossili vergini (che rappresentano il 6% del consumo globale di petrolio) e che l‚Äô80% dell‚Äôacqua imbottigliata in Italia viene trasportata su gomma in Regioni diverse da quella d’imbottigliamento (e un autotreno pu√≤ immette nell’ambiente anche 1300 kg di CO2 ogni 1000 km), √® evidente di come gli impatti ambientali innescati dalla commercializzazione delle acque in bottiglia si moltiplichino e si differenzino in maniera esponenziale se non gestiti correttamente. Proprio la cattiva gestione dei rifiuti √® la prima causa dell’enorme quantit√† di plastica che invade gli ecosistemi marini.
Dall‚Äôindagine¬†Beach¬†Litter¬†condotta da¬†Legambiente¬†emerge che oltre l‚Äô80% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge italiane tra il 2014 e il 2017 sono oggetti in plastica e che bottiglie e tappi ne rappresentano il 18%. Un quantitativo pari a oltre 15mila bottiglie e, considerando che secondo l’UNEP, ci√≤ che vediamo sulle spiagge √® solo il 15% dei rifiuti dispersi nell’ambiente marino, non possiamo neanche immaginare la quantit√† di contenitori di plastica che si trovano sui fondali. La dispersione nell’ambiente delle bottiglie √® un danno non solo ambientale ma anche economico, infatti il PET √® un materiale completamente riciclabile e versatile, riutilizzabile per produrre altri recipienti in plastica (in parte), indumenti in pile, buste per la spesa, elementi di arredo, vasi da fiori e molto altro.
Il Ministero dell‚ÄôAmbiente, con il decreto 3 luglio 2017, n. 142, ha deciso di attuare, su base sperimentale, volontaria e su cauzione, il sistema di vuoto a rendere per le bottiglie di plastica e vetro di volume compreso tra¬†0,2¬†e¬†1,5¬†L (quelle di acqua minerale e birra) vendute negli esercizi pubblici e in ogni punto di consumo, al fine di ridurre la produzione d’imballaggi e il recupero di quelli usati. La sperimentazione ha una durata di¬†12¬†mesi a partire dal¬†7¬†Febbraio 2018 e gli esercenti possono decidere di aderire volontariamente. Si tratta di una iniziativa utile, bench√© parziale (e scarsamente pubblicizzata); √® importante che si arrivi a una legge vincolante che cambi l‚Äôottica di un approccio occasionale e volontario al riuso degli imballaggi.
Nel resto d‚ÄôEuropa la situazione √® differente: In Germania, ad esempio, il vuoto a rendere (PFAND) √® regolamentato sin dal 1991, in Danimarca √® obbligatorio quello delle bottiglie di vetro e in Norvegia √® applicato anche alle lattine, e sono molti gli esempi che ci giungono pure da altri Paesi europei. √ą stimato che¬†adottando¬†il sistema del vuoto a rendere, l‚Äôammontare dei rifiuti √® ridotto del 96% per il vetro e dell‚Äô80% per la plastica, e che il riuso per¬†20 volte di una bottiglia di vetro comporta un risparmio energetico anche del 76,91%.

L’importanza di un consumo responsabile

L‚ÄôItalia infatti √® al primo posto in Europa per quanto concerne il consumo di acque in bottiglia (con un utilizzo¬†pro-capite¬†di circa 206 litri annui) e alla seconda posizione nel Mondo dietro solo al Messico (244¬†litri¬†annui). Con quasi 140 stabilimenti e oltre 260 marchi presenti sul nostro territorio, sono¬†14¬†miliardi i litri di acqua imbottigliati nel 2016 (erano¬†12¬†miliardi¬†nel 2010), di cui in pi√Ļ il 90% destinato al consumo nel nostro Paese.

Il motivo principale di questa irrinunciabile passione degli italiani risiede nel fatto che i nostri concittadini continuano a preferire l‚Äôacqua in bottiglia.¬†All’acqua di rubinetto, ci√≤ nonostante l‚Äôassoluta non convenienza economica (la prima costa anche¬†1.000 volte pi√Ļ della seconda) e l‚Äôormai evidente impatto ambientale che ne consegue (basti pensare alle milioni di tonnellate di bottiglie di plastica che ogni anno vengono disperse in mare e nell’ambiente).

COSA POSSO FARE IO ?

Una tutela che va costruita con gesti quotidiani che devono entrare a far parte del nostro modo di vivere, un rispetto per l‚Äôambiente che deve partire dalla coscienza di tutti anche e soprattutto di coloro che abitano in grandi citt√† spesso tormentate dall’inquinamento.
Un consumo responsabile un’attenzione particolare quando facciamo la spesa o acquistiamo qualsiasi tipo di prodotto ad esempio:

La spesa

intelligente.

Quando si fa la spesa ci si rende subito conto di quanti imballaggi e scatole vengano utilizzati per confezionare i prodotti. Pensandoci un attimo √® possibile capire quanti di questi potrebbero essere eliminati inutili. Le aziende se vendessero prodotti sfusi sarebbe possibile eliminare almeno il 50% dell’immondizia prodotta da una famiglia normale. In questo caso √® necessario che sia chi ¬†a cuore l’ambiente e, di conseguenza, la propria vita e quella dei propri bambini, a darsi da fare. Sono molti i supermercati e i negozi che propongono alimenti sfusi, come cereali, cibo per animali, pasta, legumi e caff√®, ma anche detersivi e tanto altro. Anche molte bibite vengono offerte alla spina, ad esempio il vino, i succhi di frutta e il latte, dov’√® l’acquirente a decidere quanto liquido versare nei contenitori biodegradabili offerti.

Prodotti a

Km. Zero.

Scegliere per la dieta quotidiana alimenti di stagione e a km Zero, ad esempio, o comunque prodotti il pi√Ļ possibile vicino alla propria zona di residenza e non confezionati in buste o vassoi salva freschezza. Gli alimenti troppo esotici, oltre a perdere gran parte del proprio valore nutritivo origine dei lunghi viaggi e trattamenti a cui sono sottoposti, costano molto e il loro utilizzo contribuisce a un maggior inquinamento a causa del trasporto.

  • Coltivare un orto, anche sul proprio balcone se non si ha a disposizione un giardino con della terra per le piante.
  • Partecipare ai gruppi di acquisto di prodotti locali all’ingrosso.

Risparmio economico, riduzione dei passaggi dal produttore al consumatore e maggiore controllo sulla qualità degli alimenti.

La scelta

responsabile.

A proposito di plastica, le buste utilizzate per la spesa sono quanto di pi√Ļ inquinante per l’ambiente, e per la vita di moltissimi animali, possa esistere. Si possono sostituire con quelle di stoffa, pi√Ļ resistenti e utilizzabili un numero maggiore di volte, di cui esistono anche le versioni impermeabili per essere utilizzate in ogni stagione. Sono ripiegabili, comode e si infilano facilmente in borsa. Al limite √® possibile fare la spesa con le buste biodegradabili, fornite ormai da moltissimi negozi e supermercati.

Come ti possiamo aiutare?

LA SOLUZIONE INTELLIGENTE

Noi possiamo aiutarti a risparmiare e a ridurre drasticamente il consumo di plastica della tua famiglia, non devi pi√Ļ trasportate pesanti fardelli di acqua in bottiglia. Niente pi√Ļ file al supermercato per l’offerta del momento, la trovi direttamente nella tua cucina, la puoi utilizzare in assoluta sicurezza per tutti gli usi alimentari, senza nessuna perdita di tempo, sempre pronta e in ogni istante della giornata.
Da un sondaggio fatto presso i nuovi clienti si evince che una famiglia media di quattro persone consuma in un anno circa 243 fardelli di acqua in bottiglia solo per bere e trasporta pesi per 2.190 Kg annuali. Le famiglie che di recente hanno installato il nostro servizio sostengono che con ACQUAPURISSIMA riducono del 70% il consumo di plastica della famiglia.